ROMA. LA TRASLAZIONE DELLE SPOGLIE MORTALI DI P.CANDIDO

Padre CandidoI resti mortali di padre Candido Amantini, passionista, noto esorcista della Scala Santa, sono stati trasferiti dal Cimitero del Verano al Santuario della Scala Santa, ieri pomeriggio, 21 marzo 2012. La solenne concelebrazione eucaristica delle ore 17,30 è stata presieduta da Mons. Marcello Bartolucci, Vescovo Segretario della Congregazione delle Cause dei Santi, e animata dal Coro Filippino della Scala Santa. L’iniziativa è stata promossa dai passionisti della Scala Santa, dal postulatore della causa di beatificazione, il dott. Paolo Vilotta, Postulatore della causa, i gruppi di preghiera sorti in memoria del servo di Dio.

P. Candido Amantini nacque a Bagnalo, frazione del comune di Santa Fiora in provincia di Grosseto il 31 gennaio 1914 da Giovanni Battista e Diolinda Fratini. Il padre era fabbro e in più gestiva una rivendita di sale e tabacchi. Fu battezzato il 7 febbraio e gli fu imposto il nome di Eraldo e ricevette la cresima l’8 settembre 1920.

Visse la prima infanzia al suo paese natale dove frequentò la scuola elementare con ottimo profitto. Frequentò anche la scuola di musica e suonava nella banda del paese. Serviva nella parrocchia come chierichetto. Eraldo conosce i Passionisti durante una missione da loro predicata a Bagnalo. A dodici anni, terminate le scuole elementari, il 26 ottobre 1926 entra nel seminario minore dei Passionisti a Nettuno (Roma). Vi resterà tre anni fino al 1929 frequentando la scuola media. Il 9 ottobre 1929 nel Ritiro S. Giuseppe, sul Monte Argentario, inizia l’anno di noviziato. Era maestro dei novizi il Servo di Dio Nazareno Santolini. Il 23 dello stesso mese ricevette l’abito religioso e fu cambiò il nome di battesimo in quello di Candido dell’Immacolata.

Il 24 ottobre 1930 emette la professione dei voti temporanei. Fu trasferito nel convento di Tavernuzze presso Firenze per completare gli studi liceali fino al 1932. Poi passò alla comunità di Vinchiana – Ponte a Moriano (Lucca) per compiere gli studi di filosofia e Teologia. Il 31 gennaio 1933 emise i voti perpetui. Nel 1936 viene trasferito a Roma, alla Scala Santa, per conseguire la licenza in Teologia presso la Pontificia Università “Angelicum”. Fu ordinato sacerdote il 13 marzo 1937. Nel 1938 frequenta il Pontificio Istituto Biblico e contemporaneamente insegna Sacra Scrittura nel seminario di Tavernuzze. Conseguì la licenza in Sacra Scrittura. Era dotato di una grande capacità di apprendere e di un’ottima conoscenza del greco, aveva imparato l’ebraico, il tedesco e il sanscrito.

Dal 1941 al 1945 insegna ebraico e Sacra Scrittura agli studenti di Vinchiano (Lucca) e di Cura di Vetralla (Viterbo). Negli anni 1945 – 1947 ritorna a Roma, alla Scala Santa, per insegnare ai seminaristi. È un insegnante molto apprezzato e ricercato, per cui dal 1947 al 1960 viene trasferito, sempre a Roma, nel convento di SS. Giovanni e Paolo per insegnare allo studio internazionale dei Passionisti.

Nel maggio del 1961 la sua salute ha un crollo, a questo punto deve sospendere l’insegnamento e subire un lungo ricovero ospedaliero. Si riprenderà, ma cambierà completamente attività.

Il P. Candido, infatti, inizia a fare i primi esorcismi sotto la guida di P. Alessandro Coletti, suo confratello, esorcista nella Diocesi di Arezzo. Inizia ad avere contatti con S. Pio da Pietralcina, che di lui disse: «P. Candido è un sacerdote secondo il cuore di Dio».

La sua preghiera, oltre a seguire le pratiche prescritte dalla Congregazione della Passione di Gesù Cristo (Passionisti), andava assai al di là. Aveva preso l’abitudine di alzarsi nel cuore della notte per recarsi in cappella e fare un’ora di adorazione eucaristica. I fedeli si accalcavano per assistere alla sua messa mattutina. Il suo amore alla Madonna era quanto mai profondo e sentito che si esprimeva soprattutto con la recita del rosario, celebrato con zelo unico. Ne è testimonianza l’unico libro che ha scritto “Il mistero di Maria” edito da Dehoniani nel 1971.

Il P. Candido per lungo periodo fu l’unico esorcista di Roma, ricorreva un gran numero di persone che facevano la coda per essere accolte, incominciando a mettersi in fila fin dalle prime ore dell’alba. Nel fare gli esorcismi seguiva il Rituale Romano con qualche aggiunta personale. Oltre all’acqua benedetta ungeva con l’olio dei catecumeni. Un’altra caratteristica di P. Candido, che è rimasta impressa in quanti lo hanno frequentato: il sorriso, la serenità che manteneva anche mentre esorcizzava e la inalterabile pazienza che aveva con le folle che volevano avvicinarlo.Nel 1986, su insistenza del card. Ugo Poletti, P. Gabriele Amorth si mise alla scuola di P. Candido per apprendere ed esercitare il ministero dell’esorcistato. Trasmise a P. Amorth la sua lunga esperienza e lo rese idoneo a quel delicato e difficile ministero. P. Candido ebbe un rapporto spirituale molto intenso con Maddalena Carini fondatrice delle “Figlie dell’Ave Maria” e di diverse iniziative.

La missione di esorcista lo portò ad essere esperto di possessione diabolica e di esorcismo e fu chiamato per conferenze e dibattiti sull’argomento all’ Università di Roma e ad interviste radiofoniche e televisive. Grande è stata la sua carità e pazienza verso le persone in difficoltà che ricorrevano al suo ministero sacerdotale. Fu in stretto rapporto spirituale con il gesuita Padre Felice Cappello.

Negli ultimi anni della sua vita, la salute andò sempre più peggiorando e furono necessari frequenti ricoveri ospedalieri. La notte spesso era assalito da crisi di soffocamento e oppressione al cuore. Sentiva la morte ormai vicina e ne parlava con serenità. Passava lunghi momenti immerso nella preghiera e assente da tutto.

In piena coscienza ricevette gli ultimi Sacramenti e assistito da alcuni confratelli morì santamente nella sua stanza, alla Scala Santa, la notte del 22 settembre 1992.

I passionisti hanno avviato la causa di beatificazione e allo stato attuale delle cose sembra che stia a un buon punto. Da qui la necessità di trasferire le spoglie morti del religioso morto in concetto di santità alla Scala Santa, per essere collocate nell’altare del Crocifisso. Così il Servo di Dio potrà essere meglio pregato dai devoti, al fine di ottenere dal Signore, le grazie e i miracoli di cui hanno bisogno e che sono necessari all’avanzamento della causa stessa.

 

ROMA. LA TRASLAZIONE DELLE SPOGLIE MORTALI DI P.CANDIDOultima modifica: 2012-03-21T23:44:00+01:00da pace2005
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