PADRE RUNGI PREDICA NOVENARIO E POST-NOVENARIO A MONTE SAN BIAGIO (LT)

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Monte San Biagio (Lt). Festa di San Biagio. Oggi inizia il novenario, predicato dal teologo Rungi

Inizia oggi, 24 gennaio 2014, il novenario in preparazione alla festa di San Biagio, il 3 febbraio, che si celebra a Monte San Biagio. Per il terzo anno consecutivo il predicatore è padre Antonio Rungi, sacerdote passionista della comunità del Santuario della Civita, teologo morale e già superiore provinciale dei passionisti di Napoli, docente di Filosofia e scienze umane nelle scuole superiori statali. Padre Antonio Rungi, invitato dal parroco, don Emanuele Avallone, tratterà nel corso del novenario le tematiche spirituali, pastorali ed ecclesiali che si incontrano nei primi due documenti ufficiali di Papa Francesco: l’Enciclica “Lumen Fidei” e l’Esortazione apostolica “Evangelii gaudium”. Ogni serà il sacerdote tratterà uno dei temi di maggiore attualità nel contesto della festa del santo patrono di Monte San Biagio. Questa sera per le ore 18.00, è previsto l’intronizzazione del busto argenteo del Santo patrono che verrà trasferito dalla sua cappella laterale sull’altare maggiore, dove resterà all’esposizione della venerazione dei fedeli fino al 9 febbraio 2014. In queste due settimane di predicazione, il popolo dei devoti di San Biagio, come è tradizione, parteciperanno numerosi al novenario e al post-novenario predicato dal teologo Rungi. In un dettagliato programma tutte le manifestazioni religiose, culturali, ricreative che si terranno in occasione della festa. Grande importanza, come tutti gli anni, alla processione per tutto il paese, importante e storico centro tra Fondi e Terracina. San Biagio è stato eletto a patrono della città dal Consiglio Comunale nella seduta del 20 dicembre 1862, all’indomani dell’Unità d’Italia. La delibera fu approvata con Regio Decreto il 18/1/1863.

Le origini di Monte San Biagio si fanno risalire all’età medioevale quando, intorno al castello roccaforte prima del Ducato di Gaeta (867-906) e poi di Fondi (934) , al confine con il Latium, ebbero origine varie abitazioni. Il castello è costruito su ruderi romani dei quali, circa un metro di cementizio, si osserva incorporato nella base di esso a pochi metri dal Portone.

La prima notizia che si conosce, quella del castrum Monticelli appare in un atto dell’Archivio Cassinese, stipulato nel 1099 nella rocca di Monticelli, allora abitata da Crescenzo, figlio del defunto Giovanni, console e duca di Fondi.

Nell’atto è scritto che Crescenzo, abitante nella fortezza di Monticelli, vende a Docibile Gattula, abitante a Castro Asprano, un appezzamento di terreno per costruire una casa nell’interno di Castro Asprano. Nacque così il castrum Monticelli e più tardi l’Universitas Monticelli la cui storia è legata a quella di Fondi con la quale molto spesso s’intreccia e si confonde.

Il feudo di Monticelli nel 1145 passò sotto il dominio della famiglia dell’Aquila ed estinta la discendenza maschile il feudo fu affidato a Giovanna dell’Aquila che sposò Loffredo Caetani. I più noti rappresentanti di questa famiglia furono Onorato I e Onorato II. In seguito passò sotto i Colonna e dai Colonna passò ai Carafa , ai Mansfeld e infine ai Di Sangro. Posta a controllo della più importante via di comunicazione del Regno di Napoli nell’inverno del 1788 subì l’invasione delle truppe francesi che incendiarono e devastarono i due archivi comunali e parrocchiali.

Ricordato in modo particolare è il periodo tra il 1860 e il 1870 quando il paese fu vittima del fenomeno del “Brigantaggio ” e molti cittadini pagarono con la vita perché si rifiutavano di collaborare e dare loro indicazioni e aiuti. L’ultimo erede che conservò il titolo di principe di Monticelli fu Giuseppe di Sangro, al quale il Comune intentò una causa demaniale al fine di rientrare in possesso della terra comunitativa.

Con il 1860 dopo la spedizione di Garibaldi entrò come parte integrante dello stato unitario. Nel 1862 il Prefetto , invitò il Sindaco a cambiare il nome al paese perché Monticelli si confondeva con Monticelli di Rocca Guglielmina (Esperia );fu perciò denominato Monte San Vito. Tuttavia, anche Monte San Vito creava confusione con l’omonimo paese in provincia di Ancona ed il Prefetto ordinò un ulteriore mutamento di denominazione.

Monte San Biagio è un paese agricolo e conta circa 6200 abitanti, distribuiti in due parrocchie: quella di San Giovanni Battista, dove si svolge la festa del Patrono e che si trova al vertice del paese, e la parrocchia di Villa Marina, che si trova a valle. La cittadina è composta in buona parte da anziani, in quanto i pochi giovani per motivi di lavoro o di studio si sono spostati altrove. Molte sono le tradizioni antiche che si conservano sul posto, come la sagra della salsiccia ed altre di tipo artigianale, culturale ed artistico. Una comunità comunque attiva e viva che ha dato alla chiesa vari sacerdoti, religiosi e religiose e dove lo spirito cristiano e le sane tradizioni della fede cattolica persistono al logorio del tempo e alle mode che si affermano anche in questi piccoli centri di allontanarsi dalla chiesa, non per mancanza di fede, ma per mancanza di tempo e per difficoltà oggettive in molti casi. Basta considerare anche la posizione della Chiesa, che si trova nel centro storico del paese e praticamente è accessibile solo a piedi. Centro storico abitato da poche persone e di una certa età, mentre buona parte della cittadinanza si è sistemata nella zona residenziale, a valle, lungo la statale Appia, nei pressi della stazione ferroviaria, che è una delle più importanti della linea Roma-Napoli, Via Formia. Da questa stazione ogni mattina, soprattutto per Roma partono i pendolari, i giovani e quanti vanno in cerca di lavoro o devono raggiungere il capoluogo della provincia, Latina, o la capitale per altre esigenze, comprese quella della cura della salute, per gli studi e per le attività professionali libere.

PADRE RUNGI PREDICA NOVENARIO E POST-NOVENARIO A MONTE SAN BIAGIO (LT)ultima modifica: 2014-01-24T01:52:58+01:00da pace2005
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